IL PRESSING
COLLINS NON PRENDE PUNTI
MA IN POCHI NE APPROFITTANO. VOLPI PERDE UNA BUONA OCCASIONE PER ISSARSI AL
COMANDO MA METTE COMUNQUE PRESSIONE ALL’AMERICANO: ADESSO E’ A -0,3. NIGI
CONSOLIDA IL TERZO POSTO. PONTI AVANZA A GRANDI FALCATE. DURAZZI ENTRA NEI
PRIMI 10.
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RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
Per ottenere la mano dell’amata Michaellas,
Leifus Carlsonio non ha altra scelta che vincere il Girum Peninsulae contro il
ricco e disonesto Brachio Fortis e la sua US DPNG Team. Superate mille
difficoltà Leifus Carlsonio rimane solo all’inseguimento del rivale…
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TERZA PUNTATA
Brachio Fortis se la rideva della grossa;
se con le mani non avesse dovuto stringere briglie e pulegge si sarebbe anche
sorretto la pancia. Ormai la vittoria era sua, non aveva dubbi. Certo, la US
DPNG Team si era sgretolata come argilla al sole, lui era rimasto completamente
solo e il Rubeum Bovem era finito, ma gli ultimi rilevamenti clessidrometrici lo rassicurarono: Michaellas
avrebbe dovuto sposarlo e presto l’Impero Romano sarebbe stato suo.
E giù a ridere senza ritegno.
A distanza di molte leghe, però, Leifus
Carlsonio non si scoraggiò: trasformò la disperazione in rabbia e la rabbia in
energia supplementare. Pestò con sempre maggior forza sui pedali riducendo lo
svantaggio sensibilmente, pedes dopo pedes. Anche a distanza di molte leghe
sapeva sempre dove era situato il suo rivale, perché udiva l’eco della sua
sonora risata, flebile ma sempre più vicina, e perché dai boschi scorgeva
stormi di uccelli alzarsi in volo, spaventati.
Pedalò di giorno e di notte, senza sosta,
senza mangiare, bevendo appena, pedalò stringendo i denti e dormendo in
equilibrio precario pochi minuti per volta, pedalò e pedalò e pedalò finché, il
XXI aprilium, nei pressi di Veterbum, appena le prime stelle furono visibili
nel cielo sereno, vide ricompensati i suoi sforzi: la risata fu così vicina
che, se avesse voluto, avrebbe potuto
prendere Brachio Fortis per il mantello. Allora, l’ilarità tonante cessò
all’improvviso e il silenzio fu così profondo che sembrò una voragine cosmica.
Lessero ambizioni e stati d’animo diversi,
l’uno nello sguardo dell’altro e le scintille che scaturirono da quel confronto illuminarono a
giorno il mantello di Selene. L’irritazione guizzò negli occhi di Brachio
Fortis con la stessa violenta determinazione con cui uno squalo punta la sua
preda negli abissi marini, la rabbia incendiò la sua visione delle cose e una
certa punta di arrogante insofferenza lo portò ad esclamare: “Proprius tu,
Leifus, hostem mi?!”
Dal canto suo, Leifus Carlsonio non parlò.
Una determinazione sconosciuta, fredda e affilata come la lama di un rasoio,
affiorò ai suoi occhi direttamente dalle profondità insondabili dell’anima,
mentre allo stesso tempo germogli di consapevolezza e speranza si schiusero nel
suo cuore e misero radici profonde.
Superarono una colonna miliare in pietra
grezza alta 4 metri
indicante LX LEGHE AL TRAGUARDO, quando Brachio Fortis fece scivolare una mano
sotto le pieghe della tunica, sogghignò e la ritrasse stringendo in essa una
piccola ampolla: erano le ultime gocce di Rubeum Bovem, tenute di scorta per
casi eccezionali come quello. Brachio Fortis bevve, si asciugò la bocca col
dorso della mano, ruttò senza ritegno, fece girare vorticosamente le gambe e
alzò una tempesta di polvere tutto intorno a sé.
Ma Leifus Carlsonio, in quel momento, non
era un uomo. O non soltanto quello, almeno. Baciato da tutti gli déi e sospinto
da una forza gigantesca che si chiama Amore, si elevò a potenza e in quel
momento era lui stesso un dio: la distruzione di Marte e Minerva, la furia di
Vulcano e Nettuno, la maestosità di Giove, la ferocia di Saturno, la velocità
di Mercurio, la bramosia di Cupido, l’astuzia di Diana, tutto questo e molto
altro converse in lui in un’energia stellare che pochi esseri umani possono
dire di aver mai provato.
Indescrivibile fu l’incredulità di Brachio
Fortis quando Leifus Carlsonio emerse dal polverone e lo affiancò di nuovo. E
incredibile fu la rabbia che il superstite della US DPNG Team riversò sui
pedali, rabbia che si manifestò in un’epica, feroce e inarrestabile
progressione. La velocità crebbe a 6,2 leghe orarie e Leifus Carlsonio era a
ruota, passò a 6,9 e Leifus Carlsonio non mollò, arrivò a 7,4 e Leifus
Carlsonio tenne la scia, sfondò gli 8 e Leifus Carlsonio non dette segni di
cedimento, sfiorò gli 8,5 e Leifus Carlsonio era sempre dietro… Si lasciarono
alle spalle un villaggio dopo l’altro, una pietra miliare dopo l’altra, i
giorni e le notti, i soli e le lune, le colline e i boschi, si lasciarono alle
spalle le loro ombre e le gocce di sudore, il mantello e i capelli mossi dal
vento, la polvere e la fatica, la terra e gli stenti, per correre incontro al
proprio destino incerto.
A Sutrium, circa XXVI,III leghe dal
traguardo, un messo del Gazzettinium Sportivae, che per caso si trovava ancora
lungo la strada, li vide arrivare da lontano: fece appena in tempo ad incidere
un messaggio con lo scalpello sul suo tablet d’argilla e ad inviarlo per piccione
viaggiatore in redazione prima di essere inghiottito dalla polvere ed essere
travolto dai due contendenti. Il messo per fortuna sopravvisse e riuscì in
qualche modo a trascinarsi sui gomiti all’hospitium più vicino mentre il
piccione adempì con estrema fatica al compito assegnatoli, svolazzando
maldestramente su e giù, di qua e di là, con un peso di 11 libbre (5 kg circa) legato ad una
zampa.
Aurum Bulbarellum si destò così dal torpore
e scrisse colonne immortali sul papiro del Gazzettinum Sportivae. Purtroppo,
tutti questi papiri, conservati in seguito nella biblioteca di Alessandria, non
sono arrivati fino ai giorni nostri poiché andarono distrutti nel famoso
incendio del 642 d.c.
Alla pietra miliare indicante le XV leghe
al traguardo, più o meno in prossimità di Formellum, mentre a Roma i bagarini facevano affari d'oro vendendo a prezzi esorbitanti i biglietti per i posti migliori
al Coliseum, successe quel che non doveva succedere, e successe in un attimo:
uno dei massicci raggi della rota posteriore della birota di Leifus Carlsonio
cedette e, sottolineato dall’inequivocabile rumore del legno che si spezza, la
rota si spaccò in due.
“NOOOOOOOOOO!” Urlò Leifus Carlsonio e il
suo urlo si fuse con la nuova, grassa, risata di Brachio Fortis. Il nostro eroe
imprecò in babilonese e in assiro, poi si ricordò di conoscere persino il
sumero e non risparmiò qualche epiteto anche in quella lingua, ma non servì a
niente. I suoi sogni si frantumarono nello stesso modo in cui si frantuma un
vetro al colpo di un martello da guerra: frammenti volarono da tutte le parti,
riflessi di Michaellas si sbriciolarono e caddero al suolo, tintinnando.
Si sedette su un ceppo, si prese la testa
tra le mani e aspettò di diventare vecchio, per morire solo e disperato.
Il delirio è una estrema forma di speranza
e il più delle volte la speranza è un sogno fatto da svegli. Per questo, quando,
all’appropinquarsi di una nuvola di polvere, vide le fronde degli alberi
agitarsi in una strana e inquieta danza tribale africana, pensò trattarsi di
un’allucinazione…
CLASSIFICA DI TAPPA
|
CLASSIFICA GENERALE
|
|||||||||
(prime 20 posizioni)
|
||||||||||
1.
|
Ponti David
|
3,4
|
punti
|
1.
|
Collins Mark
|
23,2
|
punti
|
|||
2.
|
Durazzi Luca
|
2,9
|
punti
|
2.
|
Volpi Andrea
|
a
|
0,3
|
punti
|
||
3.
|
Di Clemente Domenico
|
2
|
punti
|
3.
|
Nigi Lorenzo
|
a
|
2,8
|
punti
|
||
4.
|
Karlsson Leif
|
2
|
punti
|
4.
|
Cardillo Margherita
|
a
|
6,3
|
punti
|
||
5.
|
Nigi Lorenzo
|
2
|
punti
|
5.
|
Ponti David
|
a
|
6,4
|
punti
|
||
6.
|
Di Giampietro Pietro
|
1,2
|
punti
|
6.
|
Cellini Andrea
|
a
|
6,8
|
punti
|
||
7.
|
Volpi Andrea
|
1
|
punto
|
7.
|
Milner Rebecca
|
a
|
9
|
punti
|
||
8.
|
Durazzi Luca
|
a
|
9,3
|
punti
|
||||||
CLASSIFICA DEL SABATO
|
9.
|
Politi Alessio
|
"
|
punti
|
||||||
10.
|
Lacalamita Luca
|
a
|
10,2
|
punti
|
||||||
1.
|
Cardillo Margherita
|
6
|
punti
|
11.
|
Testa Daniele
|
a
|
10,5
|
punti
|
||
2.
|
Volpi Andrea
|
5
|
punti
|
12.
|
Carpitelli Agnese
|
a
|
11,7
|
punti
|
||
3.
|
Carpitelli Agnese
|
4,5
|
punti
|
13.
|
Karlsson Leif
|
a
|
12,2
|
punti
|
||
4.
|
Collins Mark
|
4
|
punti
|
14.
|
Berchielli Francesca
|
a
|
13,2
|
punti
|
||
5.
|
Ponti David
|
4
|
punti
|
15.
|
McAteer Gerrard
|
a
|
12,5
|
punti
|
||
6.
|
Cellini Andrea
|
2,5
|
punti
|
16.
|
Zucco Terenzio
|
a
|
13,2
|
punti
|
||
7.
|
Milner Rebecca
|
2,5
|
punti
|
17.
|
Pieraccioni Paolo
|
a
|
15
|
punti
|
||
18.
|
Adams Amanda
|
a
|
15,7
|
punti
|
||||||
CLASSIFICA RADUNI
|
19.
|
De Robertis Andreac.
|
a
|
17
|
punti
|
|||||
20.
|
Longhini Stefano
|
a
|
17,2
|
punti
|
||||||
1.
|
Nigi Lorenzo
|
11
|
punti
|
|||||||
2.
|
Volpi Andrea
|
10
|
punti
|
CLASSIFICA MF/ GF
|
||||||
3.
|
Durazzi Luca
|
9
|
punti
|
|||||||
4.
|
Politi Alessio
|
9
|
punti
|
1.
|
Testa Daniele
|
5
|
punti
|
|||
5.
|
Ponti David
|
8
|
punti
|
2.
|
Volpi Andrea
|
4
|
punti
|
|||
6.
|
Cardillo Margherita
|
7
|
punti
|
3.
|
Collins Mark
|
3
|
punti
|
|||
7.
|
Cellini Andrea
|
7
|
punti
|
4.
|
Lacalamita Luca
|
3
|
punti
|
|||
8.
|
Collins Mark
|
7
|
punti
|
5.
|
Longhini Stefano
|
3
|
punti
|
|||
9.
|
Karlsson Leif
|
7
|
punti
|
6
|
McAteer Gerrard
|
3
|
punti
|
|||
10.
|
Lacalamita Luca
|
7
|
punti
|
|||||||
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